MISHMASH
Il quartetto “Mishmash” (termine mobile che in varie lingue racchiude diversi significati legati al concetto di “mescolanza”) formato da Marco Valabrega al violino e viola, Domenico Ascione alle chitarre e ‘ud , Bruno Zoia al contrabbasso e Mosshen Kasirossafar alle percussioni persiane, propone una versione molto originale e affascinante del complesso di suoni che abitano il Mediteranneo, il mondo medio-orientale, i paesi dell’ Est.
Gli spunti principali sono nel repertorio klezmer ( la musica delle comunità ebraiche askhenazite), nelle romanze sefardite che abbracciano un territorio dalla Spagna alla Turchia, nei brani tradizionali di musica persiana e medio-orientale, nei brani originali e d’autore ispirati da queste stesse culture musicali, con scelte di arrangiamento e d’ esecuzione che ricreano quel sapore “vagabondo” che da sempre caratterizzano questi repertori.
Il quartetto , che si esibisce regolarmente in numerosi festivals nelle principali città italiane e estere , partecipando anche a trasmissioni radio-telelevisive, ha appena pubblicato il suo secondo album “Parvanè”, per la Finisterre, dopo il primo album, “Delta”, che aveva riscosso lusinghieri consensi da parte di pubblico e stampa specializzata .
“…ancora oggi i viaggiatori dello spirito corrono avanti e indietro come anime curiose e inquiete, incapaci di posarsi, inconsapevolmente occidentali ad oriente e viceversa. Mishmash è una di queste appassionate carovane in viaggio, piena di facce e di colori, dove le voci e le corde si intrecciano e si dissolvono, in una lingua unica, nata per parlare al mondo, lungo un viaggio che non finirà mai.”
“La musica dei Mishmash è lamento biblico, rievocazione, memoria di sè, pianto , riso, invocazione, allegria, suono dell’anima universale, profondità, fine e ricominciamento, terra ed elevazione, eco, pastorizia, cuore Yiddish, dialogo musicale che unisce le diversità e le somiglianze umane, creando un’armonia spirituale e carnale insieme con qualcosa che stimola la voglia di vivere, sollevarsi, muoversi e commuoversi.”